22 dicembre 2008

Giorni felici - Samuel Beckett

L'altra sera sono andata a teatro, nello specifico l'Eliseo di Roma, a vedere "Giorni felici" di Samuel Beckett interpretato da Anna Marchesini. Bene fin qui, direte voi. E pensavo anch'io. Se non fosse stato per una platea a dir poco imprevedibile e singolare. Il che è assurdo, perchè tali caratteristiche avrebbero dovuto essere proprie dello spettacolo e di chi lo portava in scena! E invece Winnie e i suoi sproloqui mi sembravano l'unica cosa sensata e sensibile sullo sfondo di una platea incivile e incolta, che io mi chiedo cosa viene a fare a teatro a vedere Beckett! Andasse al cinema che è uscito Natale a Rio... E quindi ha preso forma una situazione assolutamente beckettiana, con la Marchesini che si sforzava di rendere fruibile per degli ignoranti un monologo intriso di umana e quotidiana follia domestica e asociale, mentre il pubblico a tratti rideva, a tratti vociava: ma non c'è capo nè coda, non c'è una trama...ma se minchia la trama era già nella stessa scenografia! Anche un bambino lo capirebbe che un deserto arido e incolto in cui è sotterrata una donna dalla vita in giù che parla da sola con la sua borsa e i suoi oggetti è una condizione spirituale, psicologica, è una metafora del mondo in cui "sopravviviamo"! La trama siamo noi! La trama è il novecento! E' il distacco e il vuoto che ha lasciato scoperti nell'allontanarci dal ritmo naturale della vita e del tempo, lasciandoci soli con il nostro io vago ed inquieto a rimbombare tra vuoti e domande...e a rendere i nostri giorni felici basterà come a Winnie il solo sapere che c'è qualcuno a sentirci, che pure non ascolta nulla di quello che diciamo?

03 dicembre 2008

To repel ghosts - Jean Michel Basquiat

Ci sono cascata un’altra volta, dopodichè il da farsi è chiaro: boicottare Palazzo Ruspoli – Fondazione Memmo fino a nuovo ordine! Chi se ne infischia del patrocinio di Napolitano spiattellato su una scritta all’entrata se poi per 10 euro vedo solo 40 quadri in croce e passo per un book shop rimediato che sa tanto di corridoio…dove non è stato possibile acquistare neanche una locandina o uno straccio di segnalibro, o, a chiedere tanto, una cartolina con uno, dico almeno uno!, dei quadri che erano esposti. No, o rimedi 30 euro per comprarti il catalogo a tema della mostra o ti becchi tutto il merchandising riciclato (ma non scontato!) dalla mostra precedente, tenuta dignitosamente 6 anni fa al Chiostro del Bramante. Direi comunque che vale sempre la pena, letteralmente vista l’infelicità del sito espositivo, di rimirarsi un po’ di Basquiat. Soprattutto quando si tratta, come in queste opere, di un Jean Michel così "chiaro" negli sfondi, nei tratti, nella ripetitività delle fotocopie incollate alla tela, nella puntigliosità di appunti, schizzi, frasi apparentemente disconnesse. Dico apparentemente perché io ci vedo invece quasi la scientificità come di un archeologo venuto dal passato in questo mondo pazzo, che rintraccia su inutili reperti sigle strane tipo C di copyright per esempio, ripetuta quasi ossessivamente per numero di volte nella stessa tela e per numero di volte su più tele. Sì, è questo che secondo me aveva Basquiat: una percezione meravigliata e interrogativa di quanto gli anni 80 stavano producendo, di come meccanicamente lo stavano producendo, e di come entropicamente stavano rotolando verso un duemila digitale e interattivo. Mia opinione personale: non è Pop Art, intesa come warholiana contemplazione dell’edonismo commerciale e divista dei primi anni ottanta, ma è più graffito, è più incisione, è più lasciare un segno dove passo, è più sfogare alla maniera di un primitivo il contrasto e il dissenso nei confronti di una inarrestabile modernità che tutto cambia senza che nulla cambi…eh sì Jean Michel, con l’assurgere SAMO (SAMe Old shit) a tuo soprannome avrai pur voluto dirci qualcosa…

27 agosto 2008

Giochi di luce

Questa sera mi sembra proprio la prima sera del declinare estivo, quella serata in cui la luce non è più quella brilla dell'estate aperta, la prima in cui sento già parvenza d'autunno a dispetto della temperatura calda e umida. Oggi pomeriggio Roma a guardarla era già malinconica, col peso di un cielo più spento, accigliata, da una luce più soffusa e diffusa, adombrata, non sorretta e poco illuminata dalle vesti di un dio sole abbagliante quanto lei nel suo massimo splendore. Per questo in queste sere è meravigliosa, perchè trasuda tutta la sua malinconia di rovine antiche, di destini gloriosi, di gesta e passioni irripetibili. Perchè ci accompagna nostalgica verso percorsi ramati di autunno e di cenere, perchè si rivede con la sua storia nel lento e desolante incedere di una stagione dietro l'altra e poi un'altra ancora, nel mutare delle cose e delle genti, lei la grande Roma, la mia grande e unica casa.

27 luglio 2008

La persona giusta

Ennesima conferma...se serviva...posso permettermi di dispensarvi un consiglio su come potete trovare la donna giusta??? No, non pensate subito che starò qui ad indicarvi l'ultimo locale fighettino in cui sfoggiare ciabatte e bermudino con l'aperitivo in mano, nè percorsi podistici in cui sfrecciare con l'ipod da 4 gb nelle orecchie per incrociare una sportiva donzella, no no niente di tutto questo. E neanche vi darò il link all'ultima chat per incontri multimediali corredati di foto e profilo, no. Perchè se volete basta molto meno. Basta incontrare me, sentirvi fisicamente attratti, invitarmi ad uscire, frequentarmi qualche settimana giusto il tempo di capire che poi più di tanto vi accorgete che non vi interesso et voilà il gioco è fatto: quella che incontrate dopo di me è la donna della vostra vita!!! Ve lo assicuro, e se volete ho fior di testimoni che possono rincuorarvi raccontandovi la loro personale e diretta esperienza. Sì sì funziona davvero, ieri ne ho avuta l'ultima ed ennesima conferma...come se non fossero bastate tutte quelle precedenti...peccato per me che non posso uscire con me per trovare l'uomo giusto dopo di me!!!

01 luglio 2008

E c'è ancora mare

Il blog langue perchè languo io...tra dolci pensieri e calorosi sogni...tra il caldo del mare dell'aria e del sole...io d'estate vivo e rivivo, io mi nutro di caldo e luce e sale e sabbia...io sono nata d'estate, e ogni estate rinasco un'altra volta...il mio habitat naturale, la mia savana, la mia giungla umida e afosa, è lì che mi ritrovo, mi riconosco, mi sento. Ogni inverno vale la pena di essere vissuto perchè sai che dall'altra parte c'è ancora il sole, c'è ancora mare...ogni periodo così e così vale la pena di essere attraversato perchè speri che di là ci sia il corpo, e non più solo l'odore, dei sogni... o forse invece c'è solo il mare e ancora il mare e solo il mare...

10 giugno 2008

Differenze

Quando sono nata pesavo tre chili sette e cinquanta oggi peso cinquantatre chili sette e cinquanta. Quando piangevo chiamavo la mamma, me la spassavo con mia sorella, da qualche parte dentro casa ci doveva essere anche mio padre e dunque sicuramente da qualche parte andavo cercando un uomo. Dunque, a parte i 50 chili e i 32 anni, di differenze non ne vedo tante altre. Come allora, ancora oggi io dico sempre quello che penso, e proprio per questo non sempre penso a quello che dico.